O Brasil está recebendo um tratamento discriminatório por parte do Governo Italiano que o manteve no grupo de países E (que não podem entrar na Italia por motivos turísticos) ou trata-se de um simples erro?

Restrições da Italia em relação ao Brasil: erro ou discriminação?

Restrições da Italia em relação ao Brasil: erro ou discriminação?

Com dados claros e precisos o Embaixador do Brasil na Italia, Hélio Ramos, escreve uma carta endereçada ao Professor Silvio Brusaferro, presidente do Istituto Superiore di Sanità no último dia 16 de dezembro de 2021.

Na carta, o Embaixador do Brasil diz que a decisão de manter o Brasil no elenco dos países “E” foi incoerente levando em consideração os dados de países em situação pior que foram passados para o grupo de países “D”.

Escreve ainda: “Me esforço para não acreditar que a decisão seja resultado de discriminação.”

Com toda a diplomacia, mas pulso firme, Hélio Ramos termina a carta dizendo que “levando em consideração a seriedade dos profissionais da ISS e do Ministério da Saúde Italiano, e do empenho deles com a ciência baseada em evidências, expresso a minha expectativa que o erro possa ser corrigido o mais brevemente possível, de modo que, em relação as restrições de saúde estabelecidas na Italia contra o Covid-19, o Brasil possa receber uma classificação técnica compatível com o significativo melhoramento do próprio cenário epidemiológico.”

Leia aqui últimas atualizações sobre regulamento de entrada na Italia devido ao covid-19

Texto completo da Carta de Hélio Ramos, Embaixador do Brasil na Italia, ao Professor Silvio Brusaferro do Istituto Superiore di Sanità

Abaixo o texto original da carta que foi publicado pelo jornal italiano Il Messaggero em 18/12/2021 em matéria escrita pelo jornalista Francesco Padoa. A matéria foi compartilhada pelo perfil facebook da Embaixada do Brasil em Roma.

Hélio Ramos, Embaixador Do Brasil na Italia, Malta e San Marino
Hélio Ramos, o Embaixador do Brasil na Italia, Malta e San Marino

Caro Presidente,

Nel ricordare la Sua preziosa presentazione sulla missione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il 9 dicembre 2021, durante una sessione del Consiglio dei Delegati dell’Organizzazione Internazionale Italo-Latinoamericana (IILA), faccio riferimento al proficuo dialogo sull’ “epidemic intelligence” che è stata avviata, nell’occasione, tra Lei e alcuni dei presenti, tra i quali il rappresentante del Brasile nella riunione.


Come certamente ricorderà, durante l’incontro, il Brasile ha presentato dati statistici sull’attuale scenario epidemiologico del mio Pace. Considerando che l’ISS svolge un ruolo fondamentale nella lotta al Covid-19, specialmente per quanto riguarda i pareri tecnici dei ministeri italiani con competenze in materia, mi sembra opportuno inviarLe, per iscritto, i suddetti dati sulla situazione dell’epidemia in Brasile. Anzi, sono certo che tali statistiche interesserano l’ente da Lei presieduto nelle sue considerazioni nell’ambito dell’ “epidemic intelligence”.

Finora, il 75,18% della popolazione brasiliana è già stata immunizzata con almeno una dose di vaccino. Ciò significa che 160 milioni di persone hanno già iniziato l’immunizzazione. Altri 141 milioni hanno già completato il ciclo vaccinale, ovvero oltre il 66% della popolazione, il che colloca il Brasile ben al di sopra della media mondiale del 44% e al secondo posto tra le dieci nazioni più popolose del mondo, dietro soltanto alla Cina. Il numero di dosi somministrate dal Brasile è il quarto più grande di qualsiasi paese del mondo.

I numeri della vaccinazione si riflettono nel significativo miglioramento dello scenario epidemiologico in Brasile. Tra giugno e novembre 2021 si è registrato un calo dell’86,2% del numero di casi e dell’88% del numero di decessi per Covid-19, Se all’inizio la pandemia ha avuto effetti molto gravi nel mio Paese, attualmente il tasso di nuovi decessi per COVID per ogni 100.000 abitanti è più basso in Brasile che negli USA, nell’Unione Europea e nel Regno Unito.

Per garantire la continuità di questo miglioramento, il 16 novembre il Ministero della Salute del Brasile ha lanciato una campagna chiamata “Mega Vaccinazione”, per rafforzare l’immunizzazione dei brasiliani contro il Covid-19. In tutto, 158 milioni di persone con più di 18 anni fanno parte del pubblico-target per la dose di richiamo, che si applica a tutti gli immunizzanti utilizzati nella campagna. D’ora in poi, più di 100 milioni di brasiliani possono assumere la dose di richiamo, poiché hanno già completato l’immunizzazione cinque o più mesi fa. La previsione del Ministero della Salute è che 15,4 milioni di persone assumeranno la dose di
richiamo tra novembre e dicembre 2021.

Inoltre, il governo brasiliano ha creato il Certificato Nazionale di Vaccinazione COVID-19, che può essere rilasciato da coloro che hanno completato l’immunizzazione nel Paese. Il documento contiene informazioni precise sui dati dei vaccini somministrati, è sicuro, affidabile, è in linea con le linee guida del ‘OMS e la sua legittimità è facilmente verificabile. Diversi paesi, pure europei, riconoscono già il documento brasiliano,
anche per consentire l’ingresso di turisti brasiliani nei loro territorri.

Dinanzi a questo scenario, c’era una fondata aspettativa che la tanto attesa Ordinanza del Ministero della Salute italiano, del 15 dicembre 2021, rimuovesse il Brasile dell’elenco dei Paesi del Gruppo “E” e lo includesse almeno tra i paesi nell’elenco “D”. Una tale decisione, oltre ad avere un supporto scientifico, soddisferebbe i desideri delle società in Brasile e in Italia, che desiderano fortemente riprendere il flusso dei loro scambi tradizionali (solo per citare l’esempio del turismo, circa un milione di brasiliani hanno visitato l’Italia, all’anno, prima della pandemia). Per mio stupore, dunque, la nuova Ordinanza del Ministero della Salute non solo non ha incluso il Brasile nell’elenco dei Paesi “D” ma ha concesso tale cambio di classificazione ai Paesi i cui tassi di copertura vaccinale sono o peggio (Indonesia, 38%, Peru, 59%: Colombia, 51%) o simili a quelli del Brasile (Argentina, 68%).

Poiché non esiste alcuna giustificazione scientifica per mantenere il Brasile nell’elenco dei paesi “E”, intendo che la decisione, a mio avviso incoerente, meriti una riparazione tecnica da parte del Ministero competente, Mi sforzo infatti di non credere che sia il risultato di altre motivazioni, di natura discriminatoria. Pertanto, e tenendo conto della serietà dei professionisti dell’ISS e del Ministero della Salute, nonché del loro impegno con la scienza basata sull’evidenza, Le esprimo la mia aspettativa che ‘equivoco possa essere sanato al più presto, in modo che, nell’ambito delle restrizioni sanitarie stabilite dall’Italia contro il Covid-19, il Brasile
possa ricevere una classificazione tecnica compatibile con il significativo miglioramento del proprio scenario epidemiologico.

Voglia gradire i miei più cordiali saluti,

Hélio Ramos


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Barbara Bueno - brasilnaitalia
Barbara Bueno é uma jornalista brasileira que mora em Florença desde março de 2005. Foi para a Toscana em busca das suas origens italianas. Em janeiro de 2007 criou o blog BRASIL NA ITALIA. Já trabalhou como content manager para a Regione Toscana, obteve habilitação como assistente turística e foi proprietária de agência de viagem na Italia (até chegar a pandemia...). Hoje se interessa por criptomoedas e voltou a fazer o que mais gosta: buscar novidades, visitar lugares interessantes e escrever! Se você tem uma dúvida sobre a Italia visite a seção Dúvidas sobre a Italia.

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